Andrea Poli: “I grassi saturi non vanno demonizzati”


piramide barilla grassi saturiUna nutrizione positiva, non punitiva, che rivaluti gli aspetti buoni della dieta mediterranea ma senza demonizzare gli apporti di un’alimentazione western style. Perché la gente non vuole sentirsi vietare dei cibi che magari ama: preferisce sapere cosa fa bene.

È il concetto che è emerso dal panel di apertura della giornata di oggi, venerdì 24 febbraio. I primi ad essere inaspettatamente sdoganati sono stati i formaggi. “Viviamo in una società grassofobica – ha detto il nutrizionista Andrea Poli – Ma è davvero necessario, come si ostinano a ripeterci da anni, ridurre il consumo totale di grassi? Probabilmente non in modo totale. Studi recenti dimostrano che gli unici grassi a fare davvero male sono i trans, che già da tempo evitiamo. I grassi saturi non per forza fanno male. Anche se è opportuno sempre aggiungere nella nostra dieta due acidi grassi vegetali come l’Alfa1linolenico (ALA) e il Linoleico (LA) (essenziali per la vita) .

Dunque possiamo mangiare il formaggio con più tranquillità.

Lo stesso si può dire per altri alimenti, spesso guardati con sospetto, come il caffè, il tè, il cioccolato, la frutta secca, tutti ricchi di polifenoli, gli stessi nutrienti che rendono salutare l’olio extravergine di oliva.

Non è dunque necessario, secondo il professor Poli, rinunciare agli aspetti più piacevoli e conviviali dell’alimentazione per stare in salute: anzi, questi aspetti andrebbero incentivati, in quanto elementi fondamentali di una vita lunga e sana. Stessa conclusione che emerge anche dalle ricerche del Barilla Center for Food and Nutrition, in sala con Katarzyna Dembska a presentare la doppia piramide della sostenibilità alimentare. “Ciò che fa bene alla salute – dicono da Barilla – fa bene anche al pianeta”. Così, se in cima alla piramide alimentare ci sono latticini e, soprattutto, carni rosse, da consumare con moderazione, al top della piramide rovesciata della sostenibilità ambientale si trovano gli stessi alimenti, quelli più impattanti per quanto riguarda l’impronta ecologica.

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2 Risposte

  1. Gaddi scrive:

    Tutte le linee guida raccomandano di assumere il 30% delle calorie totali da grassi. Anche i saturi servono dunque e dovrebbero essere (in media) 1/3 di tutti gli altri grassi, da scegliere tra i mon-insaturi (olio extravergine di oliva) e i polinsaturi, in particolare i due ESSENZIALI (che, a differenza degli altri, l’organismo umano non può sintetizzare e quindi deve assumere dalla nutrizione). Questi sono l’ALA (alfa1linolenico, il precursore di tutta la serie degli “omega 3”) e il Linoleico (LA).
    Dunque, con un poco di sapienza, bilanciando bene la scelta dei condimenti e degli alimenti, e senza estremismi, è facile regolare bene l’apporto di grassi……… Il parere dei relatori su questi punti è stato concorde, ora sta ai media di fornire le giuste indicazioni alla popolazione

  1. 27 aprile 2017

    […] dichiarato il nutrizionista Andrea Poli, direttore della Nutrition Foundation of Italy, durante il Festival del Giornalismo Alimentare a Torino. Ma è davvero necessario temere tutti i tipi di grassi come fossero il “male […]

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