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  • novel food
    Grilli, cavallette, cimici d’acqua giganti tailandesi, bachi da seta, millepiedi cinesi e camole della farina. Dal 1° gennaio 2018, gli insetti nel piatto degli europei – che siano esotici o nostrani - sono consentiti e totalmente legali. E non solo loro. Con l’entrata in vigore della direttiva UE sul “novel food” (approvata in realtà già nell’autunno 2015 ma solo oggi operativa), sulle tavole dei paesi comunitari, tra gli scaffali del supermercato o al ristorante si potranno trovare una serie di cibi fino a qualche anno fa sconosciuti alle abitudini culinarie europee. Come alghe, spirulina, alcuni tipi di funghi, vegetali con strutture molecolari modificate o altri alimenti appartenenti a tradizioni gastronomiche lontane.

    Da oggi ripartono le iscrizioni alla nostra Rete, la Rete del Festival del Giornalismo Alimentare.
    Chi aderisce alla Rete si impegna ad aiutarci a promuovere il Festival e, in cambio, può utilizzare nella propria promozione il marchio registrato della Rete. L’scrizione alla Rete, infatti, è subordinata al nostro giudizio sul reale carattere informativo dell’attività di chi ci chiede l’iscrizione. Il marchio diventa, quindi, una specie di “bollino di qualità” che garantisce che chi fa parte della Rete sia effettivamente un operatore dell’informazione e della comunicazione alimentare.

    Per assistere al Festival non c’è bisogno di prenotare, ma, chi vuole avere un rapporto più completo e professionale con noi, è meglio che si accrediti.
    Per accreditarsi basta compilare la form che trovate QUI e spuntare il consenso per il trattamento del dati come vuole la legge. Chi è accreditato riceverà al suo arrivo a Torino i materiali sul Festival e potrà iscriversi ai press tour di sabato 24 febbraio e agli eventi serali di giovedì 22 e venerdì 23. Potrà sfruttare, così, tutte le opportunità di questo mix di aggiornamenti, approfondimenti, dibattiti, relazioni professionali, scoperte, svago che è appunto il Festival del Giornalismo Alimentare.Ma chi si accredita accetta anche di rimanere in contatto con il Festival.

    La “mafia gourmet” non spara e non taglieggia, ma sempre più diventa imprenditrice, anche (e forse soprattutto) nel settore food. L'interesse della criminalità organizzata al settore agroalimentare è in crescita, e far luce su un tema così delicato è fondamentale, soprattutto per il mondo dell'informazione. Il Festival del Giornalismo Alimentare 2018 farà la sua parte, puntando i riflettori sul argomento, come già era avvenuto nella scorsa edizione, in cui era intervenuto il procuratore Gian Carlo Caselli.

    Proprio Caselli, commentando l'ultimo rapporto Agromafie, qualche mese fa ha illustrato un nuovo modus operandi della criminalità organizzata.

    I più diffusi sono gli onnipresenti Spaghetti Bolognese, la specialità italiana più famosa all’estero che nessun italiano ha ovviamente mai cucinato né assaggiato. Ma basta scavallare le Alpi per imbattersi in una pressoché infinita accozzaglia di imitazioni gastronomiche dai nomi quantomeno improbabili. Nei supermercati di Berlino o di Pechino, nei ristoranti “italiani” di Toronto, New York o Rio de Janeiro potrebbe capitare di trovarsi davanti a una Pantofola farcita al formaggio o a dei Calzini ripieni di pomodoro e prosciutto, o di acquistare una confezione di Spagheroni, una Zottarella o un raccapricciante Pizzaburger. È il cosiddetto Italian Sounding, l’utilizzo cioè di denominazioni geografiche, nomi, immagini e marchi che evocano il Made in Italy, per vendere prodotti che l’Italia non l’hanno mai vista neanche per sbaglio.

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