Veganismo è bellezza. Parola di Paola Maugeri.
La giornalista musicale e conduttrice televisiva arriva al Festival in serata, rischiando di rimanere intrappolata nel traffico per colpa del mal tempo. “Ma ci tenevo ad essere presente”, assicura. Non solo per parlare di un argomento che, si sa, le sta a cuore, ma per farlo, una volta tanto, in modo diverso: con toni pacati, senza scontri frontali, senza fanatismo.


Lei, vegana da vent’anni (prima ancora di sapere cosa significasse la parola) e vegetariana da tutta una vita, di recente è stata attaccata per un tweet provocatorio: “Il problema nella diffusione del veganismo sono i vegani stessi”. Lo ha scritto e lo ribadisce al Festival. “Ho un vegan passport da anni, per far sapere a tutti della mia scelta. Però prendo le distanze da un certo tipo di veganismo un po’ fanatico, pesante. Intestardirsi a voler convincere gli altri è controproducente, è un approccio che esclude, mentre per me questa è una scelta inclusiva. Parlare di alimentazione, criticare le abitudini a tavola delle persone è come parlar male della mamma: il cibo, in fondo, è un’eredità materna e la mamma non si tocca! E poi – aggiunge – per me l’esempio conta più di mille parole”. Di esempi illustri, incontrati nel corso della sua carriera di intervistatrice di star del rock, Paola Maugeri ne cita parecchi: Bryan Adams, Alanis Morissette, Anthony Kiedis, per dire i più noti.
Quello, però, che più colpisce il pubblico in sala è sentirla parlare di come il veganismo abbia portato bellezza nella sua vita. Lo spiega: “Penso che gli animali siano qui con noi, e non per noi. La bellezza più grande dell’essere vegana è allora sapere di non far loro del male, è lo stare al mondo con un passo più lieve”. Una leggerezza da raggiungere attraverso la consapevolezza, anche quando le scelte alimentari sono diverse. “Il problema è che ormai siamo abituati a mangiare nel profano, a non dare importanza a ciò che mettiamo in tavola, a dare per scontata l’abbondanza. Mentre dovremmo tornare a mangiare nel sacro, a ringraziare per il piatto che si riempie tre volte al giorno”.