Il Festival offre nove crediti per la formazione continua dei giornalisti, cioè i tre quinti dei crediti minimi annuali in una sola occasione. E, come è consuetudine per il Piemonte, anche al Festival gli eventi formativi sono completamente gratuiti.
I momenti di formazione sono due.
Giovedì 22 febbraio, dalle 15 alle 19, si svolge il seminario organizzato in collaborazione con Stampa Subalpina: “Freelance, food blogger, brand journalist ovvero imprevisti e probabilità nell’era dell’informazione 4.0”.

Qui, in tre specifici panel, si apre il confronto sulla condizione ormai più diffusa del giornalismo italiano, in particolare in quello che parla di cibo: quella del libero professionista che “vende” i suoi pezzi alle testate web, carta, radio, Tv senza essere dipendente di nessun editore. Un modo di lavorare che è sempre esistito ma che ora ha preso il sopravvento sul lavoro contrattualizzato, sicuro, stabile, a tempo indeterminato con tutte le garanzie che offriva grazie ad anni di mobilitazione sindacale. Una condizione, quella del libero professionista, che per molti 30-40enni è l’unica mai conosciuta ma che ancora fatica ad essere tutelata.
Venerdì 23 febbraio, dalle 14 alle 19 si svolge, invece, il seminario in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte: “Contributi per un giornalismo alimentare consapevole e responsabile”. Qui si susseguono cinque panel dove si parla di tendenze del food journalism, di nuove opportunità ma anche dei nuovi rischi per la deontologia in un mondo del lavoro dove il precariato rende i giornalisti sempre più alla ricerca di ingaggi, oltre che in aziende editoriali, anche in uffici di comunicazione o direttamente al servizio delle imprese. Un tema che investe anche l’attività di recensione e quelle delle guide redatte dai giornalisti ma anche dai blogger o da altre figure che non sono ancora annoverate nella famiglia giornalistica.

I due seminari del Festival saranno così tra i primi eventi formativi del nuovo triennio di “assolvimento dell’obbligo formativo”, quello dal 2018 al 2021. Anche se, il triennio sarebbe, in realtà, iniziato l’anno scorso. Ma la proroga a marzo dell’acquisizione dei crediti per il triennio precedente (2014-2017) ha fatto partire il nuovo triennio a 2017 avanzato, ponendo il “vero” inizio a gennaio 2018.Ricordiamo, a questo proposito che come prevede il Dpr 137 del 2012, la formazione continua è un obbligo di tutte le professioni regolate da albi. Per i giornalisti, la formazione obbligatoria è normata dal regolamento per la formazione continua dell’Ordine dei giornalisti del maggio 2016 http://www.odg.it/files/2016.05.31_B.U.%20n.%2010.pdfCome è noto, i crediti nel triennio devono essere 60, non uno di meno, né uno di più. Di questi, almeno 15 devono essere raggiunti ogni anno. Non è possibile accumulare i crediti in appena uno o due anni: devono, appunto, essere spalmati in un minimo di 15 ad anno per garantire che la formazione sia effettivamente continua. Così come non è possibile riportare nel triennio successivo eventuali crediti in surplus.La questione su cui si dibatte è se l’Ordine aprirà procedimenti nei confronti dei giornalisti che, a triennio ormai scaduto, non risultino in possesso dei crediti richiesti. Si sa che su circa 108 mila giornalisti iscritti all’Ordine in circa 18 mila non hanno nemmeno un credito o non hanno nemmeno effettuato l’iscrizione alla piattaforma Sigef gestita dall’Ordine per l’iscrizione online ai corsi. Molti sono anche i giornalisti che hanno crediti insufficienti. Potrebbe tirare aria di quello sfoltimento degli albi regionali di cui si parla da tanto tempo.Sarà compito degli ordini regionali esaminare i casi e comminare le sanzioni attraverso i Consigli di disciplina. E se il triennio passato è cosa fatta ci si può mettere in regola almeno per quello che inizia ora, puntando sulla comprensione del proprio Consiglio di disciplina regionale.