Sostenere la ricerca scientifica nell’agroalimentare italiano. E’ l’impegno di Ager, associazione no profit formata da sedici Fondazioni di origine bancaria, che porta al Festival del Giornalismo Alimentare la sua decennale esperienza per creare un network finalizzato a promuovere e favorire il passaggio di conoscenze e informazioni dagli enti di ricerca al mondo della comunicazione.

Ager – Agroalimentare e ricerca è il primo progetto europeo di collaborazione tra Fondazioni di origine bancaria e dal 2007 sostiene progetti di ricerca scientifica con le finalità di rafforzare la leadership dell’agroalimentare Made in Italy; garantire ai consumatori cibo di alta qualità nutrizionale, salutistica e sensoriale; coniugare rese elevate con la sostenibilità ambientale ed economica delle filiere agricole. 
I fondi di Ager vanno a enti di ricerca italiani costituiti in partenariato, che presentano progetti a seguito di un bando pubblico. In oltre dieci anni l’associazione ha sostenuto 32 progetti per un valore di oltre 34 milioni di euro, coinvolgendo 66 istituti di ricerca che hanno costituito più di 170 partnership, formando oltre 500 giovani ricercatori, per i quali sono state create nuove occasioni occupazionali. 
I primi progetti, conclusi nel 2015, hanno riguardato i comparti ortofrutticolo (melo, pero e quarta gamma); cerealicolo (frumento duro e riso); vitivinicolo (viticoltura da vino ed enologia); zootecnico (filiera del suino). Sono attualmente in corso cinque progetti che danno continuità alle ricerche terminate nel 2015, per facilitare il trasferimento tecnologico dei risultati ottenuti alle imprese. 
Inoltre, sono attivi altri undici progetti rivolti all’acquacoltura (studio di nuovi mangimi a basso impatto ambientale e miglioramento della qualità di trote, branzini e orate allevate); alla filiera olivicola (tracciabilità, qualità dell’olio e vantaggi per la salute, tutela del consumatore e della biodiversità, recupero dei sottoprodotti della molitura); all’agricoltura di montagna (per favorire gli allevamenti al pascolo e contrastare lo spopolamento delle zone montane); ai prodotti lattiero-caseari (per contenere il problema delle micotossine, migliorare la sicurezza alimentare, valorizzare i formaggi a marchio del Sud Italia, migliorare le produzioni DOP di Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Casatella e Pecorino).