In futuro ci saranno giornalisti anche fuori dall'Ordine. Non aboliamo l'Ordine ma non sarà esclusiva l'appartenza all'Ordine per fare informazione in Italia.
Entro fine marzo partiremo con gli Stati generali dell'informazione affronteranno tutto il sistema dell'informazione". Lo ha annunciato al Festival del Giornalismo Alimentare, il sottosegretario all'informazione ed editoria Vito Crimi.

Crimi ha anche precisato come funzioneranno gli Stati generali.
"Saranno divisi in 5 macroaree:
Tutela dei cittadini
Distribuzione dei giornali
Mercato della pubblicità e dei centri media
Tutela dei giornalisti
Agenzie di stampa
Ci saranno sessioni aperte con un primo momento di presentazione. Poi ci sarà una suddivisione in sottotemi. Le proposte saranno pubblicate sul sito Dipartimento informazione ed editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Dopodichè i soggetti istituzionali come l'Ordine forniranno il loro parere sulle proposte. Infine sarà presetata una sintesi che sarà ripresentata sul sito prevedendo un altro periodo di feedback.
Entro l'estate saranno presentate le proposte legislative che poi saranno portate in Parlamento".
Carlo Verna, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti ha storto il naso.
"Cerchiamo di non iniziare un percorso troppo farraginoso che poi finisce per non portare a nulla. Non vorrei che, in questa consultazione, una qualunque associazione di cittadini appena nata conti più dell'Ordine".
Ma l'Ordine farà la sua parte?
"L'Ordine dei giornalisti non va abolito ma semmai rafforzato.
Vogliamo che si chiami Ordine del giornalismo e non più dei giornalisti per sottolineare la funzione sociale dell'Ordine".
I due relatori si sono trovati d'accordo nel trovare un accordo contro le querele temerarie fatte solo per intimidire i giornalisti.