L'Italia, lo si ripete da anni ormai in tutte le salse, dispone di un patrimonio enogastronomico inestimabile, un patrimonio che sarà al centro di alcuni dibattiti del Festival del Giornalismo Alimentare 2019. Momenti di confronto nei quali si cercherà di mettere in relazione le eccellenze gastronomiche con l'attività di promozione dei territori.

Ogni regione può vantare prodotti di assoluto pregio, dai vini delle Langhe ai salumi di cinta senese, passando per la mozzarella di bufala campana. L'elenco potrebbe continuare all'infinito e non esclude nessun'area della Penisola. Ma, come ormai si sa bene, avere un patrimonio è solo il primo passo per costruire una filiera virtuosa. Bisogna poi saperlo promuovere, renderlo attrattivo. In poche parole, costruire un'infrastruttura che agevoli il turismo e permetta di far ricadere ricchezza sui territori stessi.

Per farlo sono state elaborate strategie di comunicazione volte al turismo enogastronomico che alcuni territori hanno messo in piedi e che hanno contribuito a farli emergere rispetto ad altri. Al Festival, ne parleremo ad esempio giovedì 21 febbraio in un panel intitolato “Strategie di comunicazione per il turismo enogastronomico”, in cui fra i relatori figura Roberta Garibaldi, dell'Università di Bergamo. Si tratta della maggior studiosa del settore e verrà a tracciare un quadro su quanto il nostro paese sta facendo in questo campo. Verranno portate ad esempio alcune esperienze di comunicazione, individuandone i punti di forza che le hanno rese vincenti. Un punto di partenza utile per “esportare” i modelli che si sono rivelati più efficaci.