Al Festival del Giornalismo Alimentare si è affrontato il tema delle fake news in acquacoltura con un panel moderato da Valentina Tepedino, medico veterinario specializzato nel settore ittico e direttore del periodico Eurofishmarket che ha selezionato alcuni dei falsi miti più diffusi e riportati dai media negli ultimi anni.

 

Al panel hanno partecipato Umberto Luzzana, marketing manager Skretting italia; Erik-Jan Lock, research group leader Department feed and nutrition Institute of marine research; Antonio Sorice presidente della Società di medicina veterinaria preventiva; Marco Saroglia Università dell’Insubria.

Si è scelto di portare dunque al Festival del Giornalismo Alimentare un focus su quella che rappresenta già la principale fonte di approvvigionamento del pesce ma che risente di falsi o errati pregiudizi: l’acquacoltura.

L’importante fase di espansione ed evoluzione tecnologica fa dell’acquacoltura il soggetto di quest’ultima rivoluzione agroalimentare. Ciò è reso possibile dagli incalzanti risultati provenienti da studi scientifici che consentono di trasformare la strategia nutrizionale dei pesci in allevamento, implementando la sostenibilità del processo produttivo e migliorando la qualità dei prodotti.

Da qui l’intervento al panel del Prof. Marco Saroglia, Ordinario di Scienze e Tecnologie Zootecniche- Acquacoltura, Università degli Studi dell’Insubria che ha precisato che “la qualità del pesce allevato che giunge sulla tavola, non solo non ha più nulla da invidiare al prodotto pescato ma è più costante ed igienicamente controllabile che non in quest’ultimo. Sul prodotto italiano allevato si lavora per garantire, oltre a sane e nutrienti proteine, non solamente una elevata quantità di acidi grassi polinsaturi a lunga catena del tipo omega-3 che sono un toccasana per le coronarie, ma anche di minerali e di parvalbumina, una proteina che una recente ricerca dell’Università svedese di Goteborg avrebbe dimostrato essere in grado di proteggere il cervello da alcune patologie degenerative come l’Alzheimer. L’assenza di sostanze tossiche inquinanti e di antibiotici nel prodotto dell’acquacoltura in commercio è garantita da fittissimi monitoraggi eseguiti da molte e differenti organi nazionali di controllo, inoltre aziende italiane si sono già sottoposte alla verifica internazionale che certifica l’assenza di antibiotici lungo tutto il ciclo dell’allevamento”. Antonio Sorice, veterinario e presidente della Società di Medicina Veterinaria Preventiva, sempre relatore al panel : “I sequestri che vengono raccontati sui giornali sono l’evidenza che i controlli sono davvero molto serrati ed il sistema è particolarmente monitorato. I problemi esistono, ma per comprenderli bisogna consultare le persone veramente competenti".

Presente al Festival anche Erik-Jan Lock, Research Group Leader, Dept. Feed and Nutrition, Norwegian Institute of Marine Research, che ha riportato gli ultimi dati relativi ai controlli in merito al salmone di allevamento che dimostrano ormai il non utilizzo di antibiotici per tale produzione e come la Norvegia sia al primo posto su tale obbiettivo. Anche il Dott. Erik-Jan Lock ha invitato tutti i giornalisti presenti a verificare sempre le fonti delle notizie “pescate” da internet e a prendere dati solo da fonti significative, autorevoli e scientificamente provate. Per quanto riguarda i dati su antibiotici, PCB, Diossine e quanto altro di interesse sui prodotti ittici norvegesi ha fornito il sito del Norwegian Institute of Marine Research per il quale lavora e nel qualeè possibile trovare tutti i risultati e le statistiche aggiornate ( https://sjomatdata.hi.no/ ).

Eppure la fake news sul salmone con gli antibiotici resta una classico dei falsi miti di media e consumatori. Dunque sempre a tale proposito l’intervento di Umberto Luzzana, Marketing Manager Skretting Italia, una delle aziende leader nella mangimistica. “La somministrazione di farmaci non è libera ma subordinata al rispetto di precise regole e non può avvenire a scopo preventivo. Inoltre sta lasciando il posto all’uso di alimenti funzionali e vaccinazioni che riducono la necessità di ricorrere agli antibiotici. Per quanto riguarda l’uso di ormoni o antibiotici allo scopo di accelerare e incrementare la crescita del pesce (trattamento auxinico), oltre a essere proibito esso risulta anche non efficace in acquacoltura, a differenza di quanto avviene nei mammiferi, pertanto non ha alcun motivo di sussistere”.

Anche l’intervento della Guardia Costiera rappresentata, nel panel, dal Comandante Giuseppe Bonelli, capo reparto operativo Liguria, ha confermato l’efficacia dei loro controlli anche ai fini della tracciabilità e dell’etichettatura. Ha inoltre precisato che, per quanto riguarda la frode in merito alla vendita di prodotto allevato per selvaggio, non ci sono dati significativi, soprattutto nel circuito della distribuzione (pescherie tradizionali, pescherie del supermercato, ecc.) dove è obbligatorio indicare in etichetta il metodo di produzione e dunque se il prodotto è pescato o allevato.