Il latte ha proprietà antiossidanti, la nuova frontiera della ricerca nutrizionale insieme alle nuove tecnologie adattate al latte fermentato che aprono i grandi scenari dei probiotici e dell’alimentazione in simbiosi con la nostra flora intestinale.

È quanto emerso nel seminario “Il latte, dal campo alla tavola” che ha chiuso a Torino “Latte nelle scuole” il programma del Mipaaft, finanziato con fondi Ue, che ha l’obiettivo di promuovere il consumo di latte e prodotti lattiero-caseari tra gli allievi delle scuole primarie.

L’incontro è stato organizzato dal Laboratorio Chimico della Camera di Commercio Torino, mercoledì 29 maggio 2019 al Centro Congressi Torino Incontra.

 

Il seminario è stato moderato dal direttore del Festival del Giornalismo Alimentare, Massimiliano Borgia.

Guido Cerrato, responsabile del Laboratorio chimico della Camera di commercio, ha ricordato che il programma Latte nelle scuole è al suo primo vero anno di attività e che, da un primo tetto di 700 alunni da coinvolgere con le visite didattiche in cascina si è dovuti passare a oltre un migliaio per il successo ottenuto tra le scuole.

La dottoressa Etta Finocchiaro, medico nutrizionista della Citta della salute di Torino, ha raccontato come il latte contenga “tutti i nutrienti necessari alla vita” e come, secondo nuovi studi, non sia fondata una correlazione tra consumo di latte e cancro. Ma per la Finocchiaro, il latte svolge anche un’intensa azione di “contrasto ai radicali liberi”. Inoltre, il latte favorisce il sonno ed è quindi consigliato berlo prima di andare a letto, come si faceva un tempo. Il latte è quindi un alimento che fa bene ma il consiglio è di non eccedere nel consumo. “200-250 ml di latte al giorno – spiega – è la dose indicata: diciamo una tazza grande al giorno”.

Luca Nicolandi, dell’Asl TO 4, ha spiegato come vengono svolti i controlli negli allevamenti, ricordando che sono “ispezioni senza preavviso” che hanno lo scopo di prevenire e non di punire.

Andrea Revellochion, dell’Associazione regionale allevatori del Piemonte, ha raccontato come nasce un latte di qualità a partire dalla genetica dell’animale ma soprattutto dalla qualità dell’alimentazione, che deve sempre avere una forte base foraggera.

Mauro Daveni, di Coldiretti, ha parlato del latte come di un “terminale ambientale, che è influenzato dall’ambiente dove vive l’animale e dove viene coltivato il foraggio”. L’impresa di allevamento, ha detto Daveni, non può essere considerata alla stregua di una normale impresa privata: “L’impresa agricola ha una funzione sociale e dentro un bicchiere di latte c’è la cura del territorio, la salvaguardia dell’ambiente dove la vacca produce”.

Katia Leggio, del Laboratorio Chimico Camera di Commercio Torino, ha illustrato la normativa sull’indicazione degli allergeni, latte compreso, che spesso è disattesa a favore di informazioni/non informazioni, cioè di etichette che non rispondono alla domanda fondamentale: “mi potrebbe fare male?”.

Fabrizio Vidano, della Regione Piemonte, ha ricordato i numeri del comparto lattiero caseario del Piemonte che è la quarta regione italiana di produzione di latte con il 10% della produzione nazionale dedicata soprattutto a formaggi a marchio d’origine. La Regione ha avviato anche un progetto di promozione del latte piemontese denominato Piemunto che ha permesso di valorizzare il latte prodotto a un’ora di trasporto e da filiere certificate.

Guido Tallone, di Agenform Agenzia dei servizi formativi della Provincia di Cuneo, a Moretta, è stato il protagonista di un focus sullo yougurt, alimento da latte fermentato i cui consumi sono stabili e non più in crescita. La promozione dello yougurt che oggi è sempre più sostituito dai probiotici è attuata anche attraverso corsi e dimostrazioni di produzione diretta svolti con alunni delle scuole superiori o in occasione di fiere e serate di approfondimento.

Al termine del seminario il Laboratorio chimico della Camera di commercio ha offerto un buffet a base di formaggi del territorio piemontese.