Garantire un soggiorno dignitoso agli operai stagionali che raccolgono la frutta.
È la preoccupazione dei sindaci dei "comuni della frutta" del Piemonte, Saluzzo e Lagnasco, insieme a Coldiretti.

Il direttore di Coldiretti Cuneo, Tino Arosio, il segretario di zona Mario Dotto e ai sindaci di Saluzzo e Lagnasco, Mauro Calderoni e Roberto Dalmazzo illustrano il progetto di accoglienza dei migranti nel saluzzese. 4000 lavoratori stagionali, in maggioranza africana, si spostano ogni anno in estate per la raccolta di pesche, mele e kiwi. Le aziende agricole che assumono gli stagionali non sono obbligate a provvedere alla sistemazione dei lavoratori per la notte anche se oltre 2/3 delle aziende se ne fanno carico. Gli stagionali hanno contratti brevissimi, finalizzati al periodo della raccolta, e non riescono a provvedere autonomamente al loro alloggiamento. Sono, quindi, stati istituiti due campi di accoglienza, uno voluto da Coldiretti e l'altro organizzato dal comune di Saluzzo e Lagnasco. Mauro Calderoni, sindaco di Saluzzo, auspica che prossimamente si istituisca “un unico canale di selezione della manodopera che consenta di organizzarsi, preventivamente, rispetto all'alloggiamento evitando le ricadute sulle comunità locali di centinaia e centinaia di lavoratori che soggiornano alla bell'e meglio nei territori per un periodo brevissimo. Lo stiamo facendo in modo spontaneo abbiamo bisogno di norme chiare e precise. I comuni stanno facendo la loro parte ma il meccanismo va equilibrato a monte, a livello nazionale. Vogliamo essere un progetto virtuoso, all'avanguardia, per evitare alle nostre comunità di essere infiltrate da fenomeni di illegalità che sfruttano questa tipologia di lavoro.” Il neoletto sindaco di Lagnasco, Roberto Dalmazzo, ha aderito a quanto già organizzato da Saluzzo. Sottolinea che i produttori che ospitano i lavoratori stagionali vanno aiutati perché le normative attuali non sono adeguate all'accoglienza nelle strutture esistenti. Anche i container hanno delle norme che se, rispettate alla lettera, li rendono inabitabili dagli stagionali. Richiede, quindi, delle nuove linee guida che siano chiare e, soprattutto, attuabili.