Partner del Festival del Giornalismo Alimentare, l'Associazione della Stampa Agroalimentareitaliana (Asa; www.asa-press.com) si autodefinisce "la casa di tutti quei giornalisti e comunicatori che, oltre alla grande conoscenza di alcuni settori dell'agroalimentare, hanno nella serietà, nella moralità, nella sensibilità, nel rispetto e nella deontologia professionale le loro principali peculiarità". Non sindacale, libera e apolitica, l’Asa raggruppa tutti quei professionisti della comunicazione di settore che si riconoscono in questi valori.

"Vogliamo accompagnare nel loro percorso i giornalisti che si occupano di cibo, ma anche di agricoltura, biologia, alimentazione", ci spiega il presidente, Roberto Rabachino, "L'Asa esercita un'azione di controllo, di stimolo e di supporto per i suoi soci. Esiste da 25 anni e, anche se la maggior parte degli iscritti sono dell'Ordine dei giornalisti, accoglie docenti universitari e scrittori da tutto il mondo, tanto da aver creato oggi una sorta di network internazionale".

Rabachino, che al Festival modererà la lezione "Se la mozzarella fa ammalare e la carne è cancerogena, gli errori da non commettere nel comunicare gli allarmi alimentari", venerdì 26 febbraio alle 12.10, è presidente dell'Asa da 11 anni. Giornalista, scrittore e autore programmi Rai, dirige "Il sommelier" e "Turismo del gusto". "Il tema dell'agroalimentare – dice – è molto importante, basti pensare quanto tempo della nostra vita dedichiamo alla tavola: il 28%. Visto che il 52% lo passiamo a dormire, è un risultato rilevante. Il cibo ha una valenza sociale, accompagna infatti tutti i momenti importanti della vita di una persona, dalla sua nascita alla sua morte, tanto che, anche in occasione dei funerali, in molte regioni è tradizione portare fuori a mangiare i parenti che arrivano da lontano".

Secondo Rabachino, i temi trattati dal Festival del Giornalismo Alimentare sono "assolutamente meritori", perchè – spiega – "Ogni qualvolta si trattano argomenti inerenti l'agroalimentare, e in particolare l'alimentazione delle persone, si fa qualcosa di lodevole".