Era il novembre del 2013 quando l’Associazione Italiana Food Blogger si costituì ufficialmente. Un passo importante nato da incontri, discussioni, dibattiti. Con un obiettivo primario: favorire la crescita professionale e culturale degli iscritti. La sua presidente, Anna Maria Pellegrino, sarà tra gli ospiti del Festival del Giornalismo Alimentare per parlare del mondo della comunicazione del cibo, nel dibattito “La critica enogastronomica 2.0: dalle guide ai blog”, in programma giovedì 25 febbraio alle 18.30.

«L’arricchimento reciproco è fondamentale, come scritto nel nostro statuto – commenta la presidente, autrice del blog “La cucina di qb”È importante sensibilizzare le persone. Scrivere un blog di cibo può essere una passione o diventare un’attività professionale, l’importante è dare il giusto valore al nostro lavoro: c’è una credibilità da costruire.”

Dalla sua fondazione ad oggi, AIFB ha messo in campo diverse iniziative di formazione per i suoi iscritti, con l’obiettivo di crescere professionalmente e culturalmente. L’associazione, ad esempio, ha formalizzato una collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie per parlare della sicurezza alimentare attraverso i blog. Un progetto patrocinato dai Ministeri dell’Istruzione e della Salute. «Formare i nostri soci è una necessità – spiega Pellegrino – E dobbiamo fare in modo che siano loro stessi i primi a volersi aggiornare».

Un altro strumento sono i blog tour, organizzati con l’obiettivo di far conoscere non soltanto i prodotti, ma anche i produttori e il territorio. Per parlare di cibo, cultura, storia e tradizione. «Descrivere solo il prodotto sarebbe riduttivo. Per questo uno dei nostri lavori più importanti è il Calendario del Cibo 2016. Per ogni giorno abbiamo indetto una giornata nazionale di un alimento per il quale si propone una ricetta, si racconta la storia, si sceglie un ambasciatore. E poi tutte le 52 settimane dell’anno sono dedicate ad un tema specifico». L’Associazione ha anche sottoscritto un accordo con la Federazione Italiana Cuochi per organizzare un nuovo tipo di racconto, coinvolgendo molti chef, non solo quelli stellati. Un modo per parlare dei piatti del territorio e della cucina regionale: «Vorremmo che lo step successivo riguardasse l’educazione e l’insegnamento dell’etica del cibo, che deve essere compreso e divulgato seriamente».

AIFB coinvolge 350 associati, il 20 per cento uomini: «Per iscriversi si deve leggere lo statuto, condividerne la filosofia. Chi entra rappresenta l’associazione e deve avere certe caratteristiche. È vero che, a differenza dei giornalisti, non siamo iscritti a un albo e non possiamo essere radiati se non facciamo bene comunicazione. La rete però è spietata se vengono scritte cose sbagliate. Non abbiamo una deontologia, però abbiamo un’etica».