Una presenza qualificante per il Festival è sicuramente quella di Clara Vélez-Fraga, Capo ufficio promozione e diffusione del Dipartimento comunicazione istituzionale della FAO. È lei che ha curato la presenza dell’Onu ad Expo, ed è sempre lei che oggi promuove attivamente il ruolo della FAO per migliorare l’informazione e la comunicazione sulle questioni alimentari.

La Vélez-Fraga parla, domani, al convengo inaugurale del Festival dedicato alle politiche alimentari e lancerà un appello al mondo dell’informazione perché si senta sempre più coinvolto, insieme alle Nazioni unite, nella missione comune di fare crescere la consapevolezza del diritto al cibo (di qualità) e l’educazione alimentare.

Se la sfida dell’ONU per i prossimi 15 anni è eliminare la fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere l’agricoltura sostenibile, é necessario che tutti i settori sella societá siano coscienti, informati e pienamente motivati.

Per vincere la nuova grande sfida della FAO per il 2016, ossia la costruzione della Generazione Fame Zero, che dovrá essere in grado di eliminare la tragedia della fame nell’arco della propria vita, è necessario partire proprio dalla qualità dell’informazione. Per arrivare ai cittadini è, quindi, molto importante il rapporto con i media e gli operatori dell’informazione.

Qui il concetto è: la FAO aiuta i giornalisti a svolgere al meglio il loro lavoro assistendoli nel loro lavoro di ricerca; forma i giornalisti aumentandone la propria professionalità. Giornalisti che, per la FAO, devono essere i primi ambasciatori della Generazione Fame Zero.

Non sarà un lavoro facile, nemmeno qui nel libero mondo occidentale, dove non sempre si rischia la vita per un’inchiesta o per un reportage.

Ma questa è una di quelle sfide che non solo che vale la pena di raccogliere, ma per un giornalista può essere anche una buona (e bella) ragione di vita professionale.