Dare un seguito all'esperienza di Expo, cercando di definire le politiche alimentari del futuro. È questo il tema del convegno che giovedì mattina (9.30-12.30 alla Cavallerizza Reale) aprirà il Festival del Giornalismo Alimentare. E così, mentre Milano si interroga sull'utilizzo futuro dell'area di Rho Fiera, che ha ospitato l'Esposizione Universale, Torino porta sotto la Mole il dibattito sulle politiche del cibo.

C'è infatti un forte legame tra le due città, che spesso lavorano in sinergia. Non a caso proprio a Milano e Torino sono nate, negli ultimi anni, delle “food policy” con cui le città si sono impegnate a studiare delle soluzioni per ottenere cibo sano, qualità e sviluppo sostenibile. E che ha portato, proprio durante Expo, a firmare il cosiddetto “urban food policy pact”, un patto tra sindaci per dare alle città un ruolo centrale nel definire le politiche sul cibo, in modo da rispondere ai bisogni dei cittadini, rendendo il cibo di qualità accessibile a tutti e stabilendo una relazione virtuosa con il territorio rurale.

Se l'obiettivo dichiarato è il cibo di qualità accessibile a tutti, non altrettanto chiaro è come raggiungere questo risultato. In Italia mancano ancora, infatti, delle politiche alimentari definite a livello nazionale. Manca un quadro normativo chiaro e probabilmente anche una cultura del cibo “buono, pulito e giusto” (come dice lo slogan di Slow Food). E in questo è cruciale il ruolo dell'informazione: media, giornalisti e, perché no, food blogger. Proprio in questo senso, la prima edizione del Festival del Giornalismo Alimentare diventa un’occasione strategica per fare il punto sulle politiche alimentari in un Paese, l'Italia, che attraverso Expo ha appena preteso di rappresentare al mondo la qualità della propria cultura alimentare.

Ad affrontare questi delicati argomenti saranno, al convegno d'apertura (dal titolo “Quali politiche alimentari dopo Expo”), le istituzioni, la Fao, alcune aziende leader del settore gastronomico, consorzi e cooperative che le tematiche legate al cibo le toccano quotidianamente. Dopo i saluti del Prorettore dell'Università di Torino, Elisabetta Barberis, del presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Alberto Sinigaglia, e di Alessandra Comazzi, Presidente dell'Associazione Stampa Subalpina, interverranno, moderati dal vice direttore della Stampa, Luca Ubaldeschi, il sindaco di Torino Piero Fassino, che è anche presidente Anci, e Maurizio Baruffi, capo di gabinetto del sindaco di Milano, oltre a Maria Caramelli, direttore dell'istituto zooprofilattico sperimentale Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Per il mondo alimentare, parleranno Giuseppe Lavazza, Mattia Pariani, presidente dell'Unionalimentare di Torino, il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo e Luigi Pelliccia, Capo Ufficio Studi di Federalimentare. Ci saranno poi i vertici di Coop e Camst, Marco Pedroni e Antonella Pasquariello, in rappresentanza della grande distribuzione e della ristorazione collettiva (Camst è leader per le mense scolastiche). Poi spazio agli interventi di Carlo “Carlin” Petrini, inventore e presidente di Slow Food, da sempre impegnato nella battaglia per l'equo compenso ai contadini e per la promozione del cibo di qualità accessibile a tutti, e di Clara Velez Fraga della Fao, che porterà i dati sulla fame e gli sprechi di cibo. Concluderanno due interventi istituzionali: quello di Antonio Saitta, coordinatore della Commissione salute della conferenza Stato-Regioni, e di Andrea Olivero, viceministro per le politiche agricole e alimentari.

Di Daniele Angi