"Sull'attività di controllo degli alimenti l'attività delle singole procure non è sufficiente. Ogni procura esamina un pezzetto del problema, ma non può avere la visione d'insieme. Per questo bisogna istituire un'agenzia nazionale specializzata". Il magistrato Raffaele Guariniello è intervenuto al Festival del Giornalismo Alimentare con una lezione sulle strategie necessarie per contrastare il fenomeno dei reati alimentari. "Tanti organismi della pubblica amministrazione sono chiamati a vigilare, ma spesso i controlli sono insufficienti. Anche i tempi lunghi della magistratura fanno sì che tra le aziende si diffonda spesso un senso di impunità".

Diversamente da quanto accade in altri settori, come quello della sicurezza sul lavoro "la giurisprudenza si trova disorientata nell'individuare la responsabilità penale delle persone fisiche". C'è il rischio, ad esempio, che i vertici delle grandi aziende del settore tendano a delegare, a scaricare la responsabilità sugli organi sottoposti. "Il soggetto è legittimato a delegare - ha sottolineato il magistrato - ma anche in caso di delega non può comunque andare esente da responsabilità quando sono in gioco  strategie stabilite dal vertice, non imputabili agli anelli più deboli".

Tutto questo però non basta, "perché i singoli passano ". E' necessario chiamare in causa la "responsabilità amministrativa degli enti, già prevista da una legge del 2001 e poi estesa alla tutela della salute, dell'ambiente e dei prodotti alimentari". Così si potrebbe arrivare "a sanzioni interdittive, eventualmente già applicabili come misure cautelari". Infine serve un coordinamento nazionale. "Com'è possibile - si domanda Guariniello - che quando la stessa società esercita la stessa attività in stabilimenti diversi", in un'area del Paese le indagini "si concludano con una condanna e in altri con l'assoluzione? Serve un'agenzia specializzata".

di Lorenzo Montanaro