Una volta c’era soltanto l’attenta e attendibile critica gastronomica, realizzata da pochi esperti del settore, che testavano piatti o ristoranti, proponendo il loro affidabilissimo parere alla comunità di lettori. Poi è arrivato il web e, con lui, nuovi termini e professioni: food blogger, food journalist, food specialist, storyteller, fino, addirittura, a paparazzo del piatto e food porn.

Il cibo, insomma, si è trasformato in food e ha ampliato i propri confini, diventando un argomento di cui tutti parlano, non soltanto pochi adepti. Un argomento social a tutti gli effetti, come la politica e il calcio, tanto per intendersi. L’esplosione della figura del food blogger, capace spesso di influenzare i consumi delle persone e le strategie marketing delle aziende, è il caso più lampante. La moda, naturalmente, nasce negli Stati Uniti, nel 1997, con il blog Chow hound, mentre in Italia bisogna aspettare il 2005 per vedere nascere i primi pionieri di questa nuova food mania. Secondo le stime di AIFB (Associazione Italiana Food Blogger), nel Bel Paese ci sarebbero oltre 3 mila food blogger ma è praticamente impossibile darne una stima reale. E se soltanto una piccola percentuale è diventata famosa, trasformando in professione di tendenza un proprio hobby, il messaggio che è stato lanciato è tanto semplice quanto rivoluzionario: tutti possiamo parlare di cibo, tutti lo possiamo comunicare.

A seguito del food blogger nascono così altre mode, come quella dei foodies, del Food Porn, e dei cosiddetti paparazzi del piatto, termine con cui il quotidiano francese Le Monde ha definito coloro che postano, sui propri profili social, i piatti che stanno per consumare. Se anche la televisione ha immediatamente fatto propria questa nuova tendenza, dando vita ad un numero infinito di reality, anch’essi assolutamente orizzontali e social, e trasformando in star dello spettacolo la figura dello Chef, è facile comprendere come la comunicazione del cibo sia sempre più eterogenea, ampia e complessa. Una platea di attori in perenne sviluppo che, accanto al giornalista e all’esperto del settore, affianca l’universitario, il fotografo e la mamma. Una vera e propria rivoluzione che apre la strada a nuove idee, interessanti collaborazioni, geniali strategie, ma anche, inevitabilmente, a innumerevoli polemiche.