Il giornalismo alimentare di fronte a scienza, economia, politica, enogastronomia, educazione alimentare e costume. Il programma del Festival, dal 25 al 27 febbraio presso l’Aula Magna della Cavallerizza Reale di Torino, si presenta ricco di spunti e approfondimenti, tra dibattiti, lezioni e case study.

Scopriamolo insieme:

Giovedì 25 febbraio

La manifestazione si aprirà nella mattinata con il Convegno nazionale sulle politiche del cibo dopo Expo. Un confronto a livello nazionale, che, partendo dalle esperienze delle Città e delle Città Metropolitane, vuol far emergere i punti essenziali per realizzare, entro questa legislatura, vere ed efficaci politiche sul cibo.

I lavori del pomeriggio vedranno un dibattito dedicato a L’acqua pubblica “buona e sicura”: quanto conta la comunicazione, per ragionare sull’impegnativo lavoro della comunicazione nel far comprendere l’importanza dell’acqua e di un suo corretto consumo anche in ambito di sicurezza alimentare. A seguire si discuterà di Quando il grano è una commodity: il giornalismo economico di fronte al diritto al cibo, per capire come fare entrare il diritto al cibo e le diverse sensibilità etiche e culturali nella comunicazione finanziaria. Tra cancri immaginari e vermi improbabili: quando una bufala sul cibo passa dai social alle redazioni, focalizzerà, invece, l’attenzione su uno dei problemi più “caldi” per i giornalisti: gli allarmi alimentari spesso immaginari e quindi “bufale”, che rischiano di trovare terreno fertile nelle redazioni, sempre più pressate dalla fretta di “andare online”. I lavori della giornata si concluderanno con La critica enogastronomica 2.0: dalle guide al blog, un dibattito per comprendere il nuovo fenomeno dei foodblogger, capace di veicolare il proprio giudizio su ristoranti e cibi attraverso i social. Fra vecchie e nuove figure professionali, il problema resta quello della qualità delle informazioni.

Venerdì 26 febbraio

La seconda giornata del Festival si aprirà, nella mattinata, con il dibattito Come la ricerca alimentare può diventare notizia. La ricerca universitaria, spesso accantonata dal giornalismo, perché considerata difficile da comunicare, può nascondere spesso notizia importanti per il grande pubblico, che necessitano di una corretta e puntuale divulgazione. A seguire, l’interessante lezione dedicata a I reati alimentari, un’occasione, per i giornalisti di nera e giudiziaria, di comprendere meglio il complesso universo dei reati alimentari e delle sue normative, per comunicarli nel modo più corretto al proprio pubblico di lettori. La mattinata si concluderà con Dalla pizzetta al broccolo: quando la comunicazione spinge i bambini a nutrirsi bene, con l’analisi di alcune esperienze di comunicazione verso i più piccoli, per capire come indirizzarli verso un’alimentazione sana e come orientare anche le scelte di spesa delle famiglie.

I lavori del pomeriggio cominceranno con il dibattito La sicurezza alimentare, come è percepita e come si comunica, durante il quale si analizzerà l’importanza di creare un dialogo diretto tra enti, imprese e giornalisti per comunicare più approfonditamente ai cittadini la sicurezza alimentare. A seguire la lezione Se la mozzarella fa ammalare e la carne è cancerogena, gli errori da non commettere nel comunicare gli allarmi alimentari, durante la quale, partendo dalle ricerche dell’Università di Torino, saranno spiegate le tecniche per affrontare la comunicazione di crisi quando scoppia un allarme alimentare.

La giornata si concluderà con il dibattito Tra concept food e apericena: il linguaggio disinvolto del giornalismo alimentare, con un’analisi sui diversi linguaggi del mondo alimentare, perché una corretta comunicazione nei confronti del pubblico passa, soprattutto, da un’oculata e consapevole scelta del lessico.

La giornata di sabato 28 febbraio, infine, sarà dedicata agli eventi collaterali, di cui vi racconteremo nelle prossime settimane!