Ci sarà anche il Master di Giornalismo Giorgio Bocca di Torino tra i media partner del Festival del Giornalismo Alimentare. Alcuni studenti del corso, infatti, parteciperanno ai lavori con l’obiettivo di supportare l’attività di comunicazione. Inoltre, la rivista Futura - gestita e coordinata dai 20 studenti trai 23 e i 28 anni iscritti al biennio 2014/2016 del master - realizzerà approfondimenti dedicati alla manifestazione, ai suoi ospiti e ai temi trattati.

«Ritengo che il Festival del Giornalismo Alimentare sia un evento importante per una città come Torino, dove la cultura alimentare ed enogastronomica è all’avanguardia». Ha commentato il Direttore del Master Renato Rizzo.

L’evento – come sottolineato dallo stesso Rizzo – sarà un utile momento di formazione per i giornalisti e gli altri professionisti legati alle tematiche dell’alimentazione. «L’argomento è traversale e la nostra categoria deve imparare a trattarlo – precisa il direttore – Non ci si deve limitare a scrivere la recensione di un ristorante, di un vino o di un’etichetta. Quando si trattano questioni alimentari si deve coniugare l’enogastronomia con vari generi giornalistici. Persino con la cronaca nera, ad esempio quando si parla di sequestri alimentari». 

Altro aspetto fondamentale, è l’impatto che le notizie legate al cibo hanno sull’opinione pubblica: «I giornalisti devono capire che la gente è molto sensibile a questa tematica. – riflette Rizzo – Tutto quanto connesso all’alimentazione ricade sulla nostra quotidianità e riguarda anche la salute. Viviamo in una società dove il cibo è un elemento pervasivo. Basta accendere la tv per vedere moltissimi programmi dedicati, per tutte le età. Un tempo non era così, ma oggi è fondamentale imparare a comunicare questo tema, perché l’impatto può essere davvero molto forte sull’opinione pubblica».

Magistralmente diretto negli anni passati dalla recentemente scomparsa giornalista torinese Vera Schiavazzi, a cui è stata dedicata un’aula di lezione, il Master di Giornalismo Giorgio Bocca è giunto alla sesta edizione. Promosso dall’Università di Torino e dall’Ordine dei Giornalisti, sostituisce il periodo di praticantato previsto dalla legge per sostenere l'esame di Stato e conseguire il titolo professionale. «I nostri ragazzi – spiega il direttore –scrivono articoli, fanno video, radio, telegiornali. Si occupano del giornale online e del quindicennale cartaceo, e lavorano su varie piattaforme, collaborando con le redazioni, per esempio, La Stampa e La Repubblica».