Soprattutto negli ultimi anni, i cronisti di nera e di giudiziaria hanno dovuto confrontarsi con tematiche legate al mondo dell’alimentazione, tra reati e vere e proprie truffe. Prendiamo, ad esempio, il caso dei vitelli trattati con sostanze anabolizzanti, o quello dei cibi messi in commercio con false etichette di scadenza. Oppure, il caso della carne tritata di bovino, ma in realtà contenente carne di cavallo o di pollo, fino a quello del normale olio di oliva, venduto però come extravergine.

Un argomento, quindi, delicato e di estrema attualità, a cui il primo Festival del Giornalismo Alimentare dedicherà il doveroso spazio, grazie ad un ospite d’eccezione: il magistrato Raffaele Guariniello, che fornirà il suo importante contributo con una lezione interamente dedicata. Il PM, artefice di alcune delle principali (anche a livello mediatico) indagini legate ai reati alimentari, tra cui quella celeberrima sulla “mucca pazza”, offrirà una panoramica esaustiva, per aiutare a comprendere più a fondo questo complesso universo, tenendo conto delle diverse dinamiche e dei numerosi attori in campo: dalle richieste di giustizia e chiarezza, che provengono dai consumatori e dalle aziende virtuose, alla, purtroppo, larga disapplicazione delle norme vigenti nel nostro paese, fino alla scarsa diffusione, tra gli operatori, dei principi interpretativi accolti dalla giurisprudenza in tema di alimenti.

Laureatosi in Giurisprudenza a 23 anni, Guariniello ha conseguito la libera docenza in procedura penale all’Università di Torino. Magistrato di Cassazione, ha esercitato, a partire dal 1992, il ruolo di Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Torino. Dal 2008 ha assunto l’incarico di Procuratore Capo Vicario, da poco abbandonato per la meritata pensione.