Interessante start up torinese, impegnata nel mondo della food sharing economy, declinazione italiana della Food Assembly, attiva in tutta Europa, l’Alveare che dice Si! è partner del Festival del Giornalismo Alimentare. Una collaborazione utile per ampliare la propria rete e creare nuovi contatti, come ci spiega l’Amministratore Eugenio Sapora. “Abbiamo un concept innovativo, che piace a tutti coloro con cui interagiamo. Il Festival del Giornalismo Alimentare è, per noi, un’occasione importante. Avremo la possibilità di far conoscere il nostro progetto a foodblogger, giornalisti e professionisti che vi parteciperanno, veri e propri ambasciatori del settore”.

L’idea, nata l’anno scorso a Torino, e diffusasi già in tutta Italia, è ambiziosa: alimentare la cultura dell'imprenditoria sociale, sviluppare un modo positivo di vivere l'economia, ristabilire un contatto decisivo tra consumatore e produttore, creando una filiera corta per riscoprire il sapore del territorio. “Vogliamo creare una rete di punti di raccolta e vendita a chilometro zero all’interno del tessuto cittadino; la vera innovazione sta nell’unire elementi tecnologici, come una piattaforma internet all’avanguardia, l’app e il servizio di geolocalizzazione, con un’idea antica, ma oggi più che mai in via di sviluppo, come la sharing economy. Grazie a questi servizi, coadiuviamo e favoriamo la rete di produttori e consumatori”.

Chiunque può creare un “alveare”: basta armarsi di buona volontà, trovare quattro o cinque produttori, riunire una quarantina di membri e fare la richiesta direttamente dal sito web. Il team della start up si occuperà di gestire la nuova rete, supportandola tramite le proprie tecnologie. Ogni settimana i produttori locali vendono online ai consumatori. Il passaggio dei beni, però, avviene di mano in mano, in un preciso luogo fisico, precedentemente concordato, che, un’ora alla settimana, si trasforma a tutti gli effetti in un “alveare”. L’atto della distribuzione, quindi, diventa un momento sociale molto importante, in cui non solo si vende cibo di provenienza rigorosamente locale, ad un prezzo basso, “contadino”, ma ci si può conoscere, proporre nuove idee, approfondire la realtà del mondo rurale e riconnettersi con la natura.

Sostenibilità, qualità artigianale, filiera corta, cibo come collante sociale: tutti temi che saranno affrontati durante il Festival del Giornalismo Alimentare e che fanno de L’Alveare che Dice Si!, un partner naturale e spontaneo.

Jacopo Pelliciari