E' importante creare un evento in pianta stabile, con un'organizzazione di giornalisti che curi i contenuti e coinvolga il pubblico sui temi più importanti legati alla comunicazione del cibo. Questo è l'auspicio di Massimo Bernardi, direttore di Dissapore, sul Festival del Giornalismo Alimentare.

Il sito del network Netaddiction, che “ha cambiato il modo in cui si parla di cibo”, è partner del Festival, come anche il portale 'social' iFood, “che ruota attorno al Cibo e alle sue mille sfumature”.

“Ho notato quanto iniziative di questo tipo potessero avere successo quando, insieme all'Università di Bologna, abbiamo organizzato un evento per ricordare Stefano Bonilli, il fondatore di Gambero Rosso, che è mancato due anni fa” - aggiunge Bernardi - “Parlare seriamente di cibo dovrebbe essere un'occasione meno episodica, anche per fornire un aiuto a chi scrive di questo argomento senza avere la giusta formazione”.

Il direttore di Dissapore parteciperà al dibattito che avrà per focus il tema della critica enogastronomica 2.0, per proporre il suo punto di vista sulla dicotomia (sempre più evidente ma meno auspicata) tra guide cartacee e blog. Secondo Bernardi, i due strumenti di comunicazione non devono essere inquadrati in chiave oppositiva. “La sfida tra cartaceo e digitale è in itinere” e non è escluso che possano convivere senza che il web sovrasti necessariamente i compendi tradizionali. “Non trascurerei il pur eterno discorso tra quantità e qualità. A questo proposito, è sempre più importante formare i giornalisti perché possano scriverne in modo più consapevole”, precisa Bernardi.

La sfida del Festival rappresenta uno sforzo non banale per il direttore di Dissapore: “Parlare con trasparenza ed attenzione di cibo, secondo aspetti salutistici e scientifici. Il cibo vive di misteri e miti da sfatare. Occorre, invece, rendere chiaro il forte legame esistente tra salute, scienza e cibo”.

Marilena De Giorgio