Grilli, cavallette, cimici d’acqua giganti tailandesi, bachi da seta, millepiedi cinesi e camole della farina. Dal 1° gennaio 2018, gli insetti nel piatto degli europei – che siano esotici o nostrani - sono consentiti e totalmente legali. E non solo loro. Con l’entrata in vigore della direttiva UE sul “novel food” (approvata in realtà già nell’autunno 2015 ma solo oggi operativa), sulle tavole dei paesi comunitari, tra gli scaffali del supermercato o al ristorante si potranno trovare una serie di cibi fino a qualche anno fa sconosciuti alle abitudini culinarie europee. Come alghe, spirulina, alcuni tipi di funghi, vegetali con strutture molecolari modificate o altri alimenti appartenenti a tradizioni gastronomiche lontane.
La direttiva, per la precisione, parla di qualsiasi “nutrimento che non sia stato utilizzato in misura significativa per il consumo umano nella Comunità Europea prima del 15 maggio 1997”.
Fino ad oggi l’autorizzazione al consumo e al commercio di questi prodotti era lasciata ai singoli stati dell’Unione, ma dal 2018 diventa una decisione comunitaria. In pratica, è stata redatta una lista ufficiale in continuo aggiornamento, alla quale ciascun operatore del settore potrà richiedere, mediante apposita procedura, l’inserimento di nuovi alimenti.
In stati come la Danimarca, l’Olanda, il Belgio o la Francia alcuni di questi alimenti, comprese diverse specie di insetti per il consumo umano, sono in realtà già prodotti e venduti da anni. E in Italia siamo pronti? Se ne parlerà a febbraio durante il Festival del Giornalismo Alimentare.