Non esiste un elemento della nostra dieta che divida più di lei: la carne. E non esiste, probabilmente, un contesto più adatto del Festival del Giornalismo Alimentare per fare il punto su come il mondo dell'informazione maneggia un argomento così delicato.

La carne spesso e volentieri, sui media, viene demonizzata. I motivi sono vari, e spesso le critiche non sono ingiustificate: chi si scaglia contro la carne lo fa per ragioni di sostenibilità ambientale, etiche, di sicurezza alimentare o sanitarie. Il picco dell'avversione è coinciso con l'allarme che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato nell'autunno 2015, quando ha evidenziato come un consumo eccessivo di carni rosse potesse portare il cancro.

In realtà molti esperti (compresa l'Associazione Italiana Ricerca sul Cancro) ritengono che un consumo moderato di carni non lavorate (una o due volte a settimana) faccia bene per l'apporto di nutrienti preziosi. Insomma, la carne è senz'altro un alimento controverso, ma non è il male assoluto. Il vero problema, semmai, è che quest'elemento gioca un ruolo da protagonista nelle principali emergenze alimentari, dal pollo con l'aviaria ai maiali sardi positivi alla trichinella, solo per citare il caso più recente. Allarmi seri, da non sottovalutare, che hanno peraltro come effetto collaterale il proliferare, soprattutto sul web, di colossali bufale (basterà citare quella settembre 2015 della carne contaminata da HIV).

Come sempre, spetta all'informazione il compito di fare chiarezza, perché le innovazioni tecnologiche stanno cambiando il mondo anche nel settore food e c'è sempre più bisogno di un giornalismo responsabile. Un esempio? Il dibattito sulla carne coltivata in laboratorio, di cui si parla sempre più spesso e su cui i consumatori reclamano il diritto a un'informazione seria e puntuale .Ecco perché il Festival 2018 racconterà le nuove frontiere dell'industria alimentare. Anche a partire dalla carne.