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Coldiretti, "Prezzo frutta dettato da 4 monopolisti"

Il monopolio di quattro hub di raccolta condiziona il mercato della frutta piemontese.

I 7950 produttori di pesche, mele, pere e kiwi della terza regione fruttiera d'Italia sono strozzati dalle regole di conferimento e di prezzo stabilite da pochi monopolisti della raccolta, che a loro volta vendono alla Grande distribuzione.
La denuncia è arrivata da Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte, partenr del Festival del giornalismo alimentare, durante il focus Frutta e legalità – Operazione verità che si è tenuto il 28 giugno a Torino.
Un fenomeno non solo piemontese ma ma nazionale.
Dito puntato sulle OP, le Organizzazioni di Produttori, che controllano il mercato della frutta. “Stiamo rovinando un contenitore che nasce a livello europeo con un fine nobile che è quello di aiutare lo sviluppo della produzione di frutta e verdura dei territori che, purtroppo, oggi è gestito non dai produttori ma da chi decide il costo del prodotto al posto loro. Le OP sono Organizzazione di Produttori che vengono governate non dalle tante piccole aziende agricole associate - che sovente sono accorpate sotto un'unica cooperativa che conta come un unico soggetto, ma da quattro aziende che tendono a fare “cartello” controllando il mercato della frutta. Queste OP in Piemonte detengono l'81% del valore della produzione della frutta e decidono se, quanto e quando pagheranno quel prodotto. Purtroppo molti produttori, alla domanda su quando saranno saldati i loro crediti – saldo che sovente avviene anche dopo 300 giorni dal raccolto - si sentono rispondere “che in quel momento non è proprio possibile ma che ci si può mettere d'accordo”. Si innesca, quindi, un comportamento scorretto che arricchisce i patrimoni familiari di alcuni soggetti a danno di tanti agricoltori. Non si può mandare all'aria la reputazione di un settore serio che dà lavoro a 30.000 persone”.

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