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Federica Giuliani traveltotaste

Giuliani, Traveltotaste, "Vi parlo del mondo del cibo che cambia"

Giornalista e autrice in cerca di storie da raccontare, Federica Giuliani viaggia, assaggia e osserva. Così sintetizza il suo lavoro e la sua passione che ha convogliato nel suo blog Traveltotaste dedicato alle sue esperienze di viaggio, narrate attraverso i profumi e i sapori dei cibi. In questo anno così particolare, di “ferma forzata”, da blogger ha continuato ad osservare e annotare quanto stava accadendo intorno a lei con un occhio di attenzione sul mondo della ristorazione.

Come hai affrontato con il tuo blog questa pandemia e la conseguente grande difficoltà nel settore ristorativo? Hai in qualche modo modificato la tua narrazione solita? Hai realizzato qualche iniziativa particolare per raccontare questo periodo così singolare?

«Ho cercato di dare sostengo al settore ristorazione, parlando di delivery e dando rilievo alle iniziative di chi non si è fermato completamente. Avrei voluto raccontare anche i produttori, ma non è stato possibile».

Dal tuo punto di vista, come hanno comunicato secondo te le aziende del food e della ristorazione (aziende alimentari, ma anche chef, ristoranti etc) in questo periodo? Ci sono iniziative che ti hanno colpita particolarmente e che hai voluto mettere in evidenza?

«Ho molto apprezzato chi ha saputo reinventarsi, proponendo un'offerta adatta al delivery. Mi è piaciuta anche l'idea di alcuni bar che invece di chiudere, si sono trasformati in rivendite di frutta e verdura di qualità».

E i tuoi lettori come hanno reagito? Hai notato una maggior sensibilità a determinati temi legati al mondo del food? C’è stato, secondo voi, un incremento di attenzione nei confronti di questo settore?

«Credo che, in generale, si stiano sviluppando una maggiore consapevolezza e attenzione verso ciò che mangiamo. Ma ci sono ancora troppe aziende che sottovalutano il potere della corretta comunicazione. Abitando fuori Torino, noto con piacere che stanno nascendo nuove attività agricole legate a gruppi d'acquisto e con rivendita diretta: un modo sostenibile e conveniente per fare la spesa.»

Dopo la pandemia, e quando finalmente si potrà parlare davvero di ripartenza, come cambierà secondo te la comunicazione in ambito food? Quali canali dovrebbero essere privilegiati e quali quelli che hanno fatto il loro tempo?

«Mi occupo soprattutto di cucine dal mondo e, in fatto di comunicazione, è un ambito ancora poco sviluppato. Al momento lo strumento maggiormente utilizzato è quello dei social, che, grazie alle immagini, aiuta a trasmettere meglio il messaggio. Ma non penso che ci siano canali che abbiano fatto il loro tempo: ognuno ha il proprio pubblico, l'importante è capire chi si vuole raggiungere. Tuttavia, credo che certe guide, che anno dopo anno pubblicano sempre le stesse cose, senza nessuna evidente ricerca, siano diventate inutili.»

Hai qualche progetto futuro che ci vuoi anticipare legato al tuo blog o alla tua vita professionale?

«Ho un libro (che tratta anche di cibo) in cerca di editore e un altro corale in preparazione, su cui però c'è uno stretto riserbo».

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