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Libera: "Riutilizziamo i terreni confiscati alle mafie"

Al Festival del Giornalismo Alimentare giovedì 20 febbraio si è anche discusso di crimini alimentari. A cominciare da «Prosciuttopoli», lo scandalo che ha coinvolto centinaia di allevatori e 1 milione e 200mila prosciutti, e che consisteva nel modificare le razze utilizzate per la produzione di prosciutti Parma e San Daniele portando a una diminuzione della qualità. Nel panel «Il punto sui crimini alimentari» si è parlato del dramma dei morti sul lavoro e del caporalato, delle battaglie dei riders e dei 35 milioni di bottiglie sequestrate di Prosecco non Doc a Pordenone. Tra i relatori anche Maria Josè Fava di Libera, che ha raccontato l'esperienza della sua associazione presieduta da Don Ciotti di riutilizzo dei terreni confiscati alle mafie. «È stata un'operazione complicata, ma oggi sono 15 le cooperative che lavorano con noi - racconta - e nonostante le viti bruciate e il percorso in salita se diamo fastidio a qualcuno vuol dire che stiamo lavorando bene». 

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