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Camilla Rocca, Racconto il mondo del food giovane e innovativo

Un passato di studi in ambito finanziario, un presente e un futuro dedicati al food e al vino. Camilla Rocca è caporedattrice di So Wine So Food, un progetto giovane, pieno di idee, che in questi mesi ha cambiato modo di raccontare il mondo del food. Delivery, ma anche start up e dark kitchen sono stati alcuni dei temi più approfonditi in questi ultimi mesi e che hanno incontrato maggiormente l’interesse dei lettori. 

Come avete affrontato questa pandemia e la conseguente grande difficoltà nel settore ristorativo con le testate con cui collabori? Avete realizzato qualche iniziativa particolare per raccontare questo periodo?

«Abbiamo modificato tutto, dall'oggi al domani. Ci siamo concentrati su interviste ad hoc con chef e aziende vitivinicole il giorno stesso che siamo entrati in lockdown. Con So Wine So Food abbiamo dedicato un numero intero al delivery nel food e abbiamo eliminato le tematiche riguardanti il viaggio. Diamo inoltre molto spazio a start up e dark kitchen. Vogliamo premiare gli imprenditori che aprono in questo periodo tanto difficile».

Dal tuo punto di vista di giornalista del settore, come hanno modificato la comunicazione le aziende del food e della ristorazione (aziende alimentari, ma anche chef, ristoranti etc) in questo periodo? Ci sono iniziative che vi hanno colpito particolarmente e che avete voluto mettere in evidenza?

«Tutte le aziende del food, compresi ristoranti e aziende vinicole, stanno puntando molto più sul digital, sull'online e sul consumo a casa, ovvero con una comunicazione diretta al consumatore finale. Si investe meno in adv in attesa di momenti migliori. Tante degustazioni sono state fatte in digital e penso che, soprattutto per le aziende vinicole, possa essere una buona soluzione anche in un momento post pandemia. Degustare con calma un bicchiere di vino a casa, più volte e in più giorni, con abbinamenti diversi, sicuramente è un plus».

I vostri lettori come hanno reagito? Avete notato una maggior sensibilità a determinati temi legati al mondo del food? C’è stato, secondo voi, un incremento di attenzione nei confronti di questo settore?

«Sicuramente i lettori sono stati molto attenti a tutte le tematiche riguardanti food e Covid o alle classifiche sui migliori delivery, un aspetto spesso nuovo per tanti consumatori».

Dopo la pandemia, e quando finalmente si potrà parlare davvero di ripartenza, come cambierà secondo voi la comunicazione in ambito food? Quali canali dovrebbero essere privilegiati e quali secondo lei hanno fatto il loro tempo?

«L’essere costretti a restare a casa ha dato una spinta in più a tutto il digital e all'online. Secondo me il cartaceo comunque non morirà e anzi, appena si potrà uscire, sarà un veicolo importante di notizie».

Hai in cantiere qualche progetto futuro che ci vuole anticipare legato alle sue collaborazioni giornalistiche o più in generale alla sua vita professionale?

«Ho appena cambiato redazione, purtroppo Bartù, dove lavoravo prima, al momento non esce più come cartaceo. So Wine So Food invece è un progetto giovane e punta molto anche all'estero, sia sul digital, social e online, che sul cartaceo, tradotto in diverse lingue. Il nostro nuovo direttore, Alberto Schieppati, è in nostro nuovo fiore all'occhiello e l'Uomo delle Stelle, il nostro critico elegante, non vede l'ora di riuscire a ispezionare i ristoranti».

 

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